Prof. Dott. Francesco Peverini
Morire di sonno. Non è solo un modo di dire quando gli occhi non ce la fanno più a stare aperti.
Il colpo di sonno è invece il rischio subdolo e micidiale che corrono le persone che guidano senza sapere che il sonno da cui si sono appena svegliati è stato inutile e soprattutto non è stato sufficiente a cancellare la stanchezza.
Chi guida per lavoro (auto, furgoni o camion) o è costretto ad usare l’automobile molto spesso e per lungo tempo, sa bene cosa sia la stanchezza o la sonnolenza alla guida.
Le cause principali di questo disturbo sono l’insonnia e le pericolose apnee notturne.
Il riposo non è ristoratore, si forma un debito di sonno a causa delle apnee e aumenta il rischio di incidenti stradali, di poco inferiore a chi fa uso di alcool e droghe.
Se soffri di sonnolenza o distraibilità alla guida sei in zona “rossa”. Non trascurare il sintomo.
La buona notizia è che i medici hanno gli strumenti per diagnosticare il rischio di essere vittima di apnee notturne con una visita specialistica e con un esame semplice e non invasivo, come la
polisonnografia, che può essere eseguito anche a domicilio.
Il primo passo è capire se siamo a rischio di apnee notturne. Non vanno ignorati sintomi come:
Quindi, se hai il sospetto di soffrire di un disturbo del sonno che a tuo parere già si è manifestato in attività importanti come la guida di un autoveicolo, chiedi una visita specialistica di Medicina del sonno per affrontare e risolvere il problema.
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Prof. Dott. Francesco Peverini
Specialità in Medicina Interna
Medicina del Sonno
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LEGGI ANCORA PER SAPERNE DI PIU’
La vera minaccia per i guidatori è il colpo di sonno.
Mettersi al volante assonnati equivale a mettersi alla guida ubriachi. Il livello di attenzione di una persona che non ha dormito la notte o ha perso il sonno per una severa insonnia o per apnee notturne gravi è infatti quello di un individuo che ha bevuto una bottiglia di vino a digiuno.
Con la differenza che, ad un controllo della polizia, l’abuso di l’alcool e droghe può essere facilmente accertato con un semplice test e in qualche modo le persone si sentono «obbligate» a non bere prima di mettersi al volante, mentre oggi nessuno può chiedere a chi va in apnea di andare da un medico per una visita e una eventuale polisonnografia, in altre parole di giungere ad una diagnosi e curarsi.
COLPO DI SONNO ALLA GUIDA
Esiste una stretta correlazione tra incidenti d’auto da colpo di sonno e apnee notturne.
In sostanza, un soggetto affetto da apnee notturne è sottoposto a una grave frammentazione del sonno che diviene ‘non ristoratore’ e del tutto inefficace ai fini del vero riposo, con la conseguenza che di giorno si determina una severa difficoltà di concentrazione, con riduzione di attenzione e distrazione alla guida o addirittura, di colpi di sonno al volante, veri brevissimi addormentamenti di qualche istante anche ad occhi aperti (microsleep – microsonni di 3 – 5 secondi) o pericolosamente più lunghi (veri colpi di sonno).
Da molti anni sappiamo che circa il 3% degli incidenti avrebbe come causa il classico ”colpo di sonno”, mentre la sonnolenza, la riduzione della vigilanza e dell’attenzione, la distraibilità alzerebbero questa percentuale al 20%, con tassi di mortalità due-tre volte superiori rispetto agli altri incidenti (non si mettono in atto manovre di evitamento).
LE NORME DI LEGGE E LA PATENTE DI GUIDA
Le norme di Legge prevedono che “La patente di guida non deve essere ne’ rilasciata ne’ rinnovata a candidati o conducenti affetti da disturbi del sonno causati da apnee ostruttive notturne che determinano una grave ed incoercibile sonnolenza diurna, con accentuata riduzione delle capacità dell’attenzione non adeguatamente controllate con le cure prescritte”.
Il 90% dei pazienti. e oltre, non è però consapevole di soffrire di tale disturbo.
Per loro il rischio di incidenti sul lavoro o alla guida aumenta notevolmente.
Per quanto concerne i colpi di sonno, il discorso si trasferisce dal letto alla strada e riguarda tutti coloro che, per ragioni professionali, debbono tenere immutata la soglia di attenzione e di veglia, come conducenti, piloti, macchinisti e addetti a plance di controllo e gestione di sistemi complessi.
CONTROMISURE PER LA SONNOLENZA ALLA GUIDA
Sono scarsamente efficaci le contromisure empiriche che gli automobilisti adottano per scongiurare i colpi di sono al volante.
Il fattore umano riveste una grande ed ineludibile importanza nella salute pubblica.
Il mio consiglio è uno solo ed è molto semplice:
E poi parlane con il tuo medico.
Prof. Dott. Francesco Peverini
Specialista in Medicina Interna
Medicina del Sonno

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