I disturbi del sonno in età pediatrica e nell’adolescenza

I disturbi del sonno in età pediatrica e nell’adolescenza

I disturbi del sonno non riguardano soltanto gli adulti, ma anche bambini e ragazzi. 

Da molti anni è nota l’importanza del sonno che nasce, non tanto dalla considerazione che esso costituisce circa un terzo della nostra vita, ma piuttosto dall’importanza attribuitagli  come funzione biologica vera e propria, durante la quale il nostro organismo si riposa, risparmia energia e riorganizza tutte le sue attività metaboliche e funzionali, promuove la memoria e l’apprendimento, sorveglia le attività immunitarie di difesa. 

Il sonno è indispensabile al corretto accrescimento psico-fisico del bambino e anche dell’adolescente. In queste fasi della vita, infatti, il soggetto è in continuo divenire presentando notevoli cambiamenti non solo fisici ma anche comportamentali; recenti ricerche hanno dimostrato come il bambino e l’adolescente abbiano necessità di un adeguato periodo di sonno sia in termini di durata, che di qualità del riposo notturno. 

È facile comprendere quindi l’importanza di una corretta visita pediatrica che non può prescindere da un’attenta indagine riguardante il sonno e l’eventuale presenza di russamento, coinvolgendo in prima persona i genitori che dovrebbero essere attenti osservatori.

Il principale e più diffuso  Disturbo Respiratorio nel Sonno che possiamo osservare nel bambino è la Sindrome delle Apnee Notturne, condizione caratterizzata da periodiche pause respiratorie durante il sonno determinate da una temporanea ostruzione delle alte vie aeree, che non permette il regolare passaggio di aria ai polmoni. 

I fattori predisponenti sono molteplici e possono agire in modi differenti. 

Nella maggior parte dei bambini, questa condizione, chiamata dai medici OSAS (dall’inglese Obstructive Sleep Apnea Syndrome) è  sostenuta prevalentemente da una ipertrofia adenoidea e tonsillare.  

L’importanza della diagnosi e della cura del bambino con OSAS deriva dalla considerazione che tale sindrome porta a delle complicanze non solo nell’immediato, ma anche nel tempo, in particolare ipertensione arteriosa e altre complicanze cardio – circolatorie e metaboliche. 

Alcuni di questi sintomi sono prettamente notturni mentre altri si osservano durante il giorno e rappresentano le ripercussioni che tale sindrome ha sulla vita del bambino. Possiamo riscontrare difficoltà nell’addormentamento,  respirazione rumorosa durante la notte fino al russamento, agitazione notturna con assunzione di posizioni anomale che servono a contrastare l’ostruzione delle vie aeree  e spesso si possono osservare anche enuresi e sudorazione notturna

Al contrario di quanto si verifica nell’adolescente e nell’adulto durante le ore diurne questi bambini sono non sono sonnolenti ma spesso iperattivi, facilmente irritabili e possono presentare inappetenza con rallentamento della crescita ponderale, problemi di comportamento  e scarso rendimento scolastico per ridotta capacità nel mantenere viva l’attenzione. I bambini con OSAS possono presentare anche una riduzione delle capacità riflessive e del quoziente intellettivo. Non è inusuale, comunque, trovarsi di fronte ad un bambino che manifesta invece pigrizia e svogliatezza. 

Anche le sequele psichiche che ne derivano sono diverse a seconda dell’età: nel bambino i disturbi del sonno si associano generalmente ad ansia con l’aumento della frequenza e dell’intensità di alcune paure, mentre nell’adolescente tali disturbi sono associati a depressione.

La diagnosi e la definizione di gravità dell’OSAS pediatrica prevede, secondo le linee guida americane più aggiornate, l’esecuzione di un esame Polisonnografico o in forma standard o in forma abbreviata. 

Oggi sembra più agevole (in prevalenza per esclusive ragioni di economia sanitaria e di organizzazione) iniziare con un esame limitato, chiamato Pulsossimetria, un test che analizza semplicemente i livelli di ossigeno nel sangue e la frequenza cardiaca. L’aspettativa che l’accertamento determina è che ogni apnea sia seguita da una caduta di ossigeno (desaturazione) più o meno prolungata, come normalmente si verifica nel soggetto adulto. Nei bambini invece è molto facile, al contrario, registrare episodi di apnea senza una simultanea caduta di ossigeno nel sangue.

Diventa quindi d’obbligo eseguire un esame più appropriato: la Polisonnografia, esame che può  essere registrato  o durante il sonno notturno (polisonnografia standard) o durante il riposo pomeridiano, se di almeno due ore e con almeno una fase REM inclusa (polisonnografia ridotta).

L’esame polisonnografico è caratterizzato dal posizionamento di alcuni sensori e permette la contemporanea e continua registrazione, durante il sonno, di numerosi parametri  corporei, quali ad esempio l’attività cardiaca, il sonno e la dinamica respiratoria. Quest’ultima valutazione in particolare permette di conoscere il flusso di aria che entra ed esce dal naso e dalla bocca del bambino,  l’attività della muscolatura toracica e addominale preposta alla respirazione, mettendo in luce eventuali sforzi muscolari notturni per vincere l’ostruzione, e la quantità di ossigeno presente nel sangue capillare durante l’intero periodo della misurazione. Inoltre è possibile valutare anche la posizione assunta dal corpo durante la notte e  la luce presente nell’ambiente.

 

Un bambino è affetto da OSAS, se si evidenzia nel tracciato almeno 1 apnea ogni ora. In caso di positività il trattamento  della Sindrome delle Apnee Notturne, obbligatorio data la gravità delle conseguenze, prevede sicuramente un approccio multidisciplinare (Il medico che pone la diagnosi, l’otorinolaringoiatra, l’odontoiatra, eventualmente il neurologo.

Considerato che nella gran parte dei casi le apnee derivano alle dimensioni aumentate delle tonsille e delle adenoidi tipica di questa età, il bambino potrà trarre giovamento dall’utilizzo di trattamenti locali con aerosol o gocce o di ricorrere alla chirurgia che è di pertinenza otorinolaringoiatrica. 

Notevole importanza assume oggi la figura dell’ortodontista che può favorire, attraverso il posizionamento di vari dispositivi orali, l’apertura delle vie aeree superiori rendendo più difficoltosa la genesi delle apnee.

Infine i bambini, proprio come gli adulti, possono più raramente beneficiare dell’utilizzo della ventilazione non invasiva (CPAP o BiPAP),  che viene riservata a tutti quei casi in cui si osservano importanti anomalie degli scambi gassosi ematici (ipossiemia e ipercapnia) e severa frammentazione del sonno notturno con  stravolgimento della sua macrostruttura. 

 

Alla luce di quanto detto occorre prestare molta attenzione ai comportamenti che i figli attuano durante il giorno a scuola o nelle attività ricreative, perché la mancanza di sonno o un sonno non adeguato si riflette principalmente su di essi e avere quindi più di un occhio di riguardo per  il controllo della salute e della qualità della vita dei più piccoli facendo prevenzione e richiedendo nei centri specializzati una visita di Medicina del Sonno.