Fondazione per la Ricerca e la Cura dei Disturbi

del Sonno Onlus

 

MANCATA DIAGNOSI DEI DISTURBI DEL SONNO E’ ORMAI INACCETTABILE, INSUFFICIENTI I CENTRI DI

ACCERTAMENTO E CURA

 

 

 

Roma – «Troppo ampio il numero di pazienti e di responsabili della sanità che continuano ad ascrivere scarsa importanza ai disturbi del sonno, in particolare all’OSAS (sindrome delle apnee ostruttive in sonno) considerati con leggerezza alla stregua di problemi di benessere; di conseguenza, resta ancora eccessivo il numero di pazienti non diagnosticati, con gravi ripercussioni sull’incidenza delle principali complicanze mediche come aritmie, infarto e ictus». La denuncia è del prof. Francesco Peverini, direttore scientifico della Fondazione per la Ricerca e la Cura dei Disturbi del Sonno Onlus.

«Il problema in Italia», ha aggiunto, «è specificatamente la mancata diagnosi dell’OSAS, che colpisce tra l’altro il 40-50% di tutti i pazienti con disfunzione cardiaca, il 40% dei soggetti diabetici e almeno il 50% degli obesi. Situazione che determina costi sociali e sanitari valutati in circa 6 miliardi di euro l’anno».

Il prof. Peverini ha sottolineato che «l’ OSAS presenta un quadro clinico molto subdolo, che colpisce non meno di 2 milioni di Italiani. Si tratta di un frequente disturbo del sonno caratterizzato da russamento, sonnolenza ed episodi ricorrenti di parziale o completa ostruzione delle vie aeree superiori –  le apnee – associato a un aumento dell’incidenza di gravi patologie cardiovascolari (aritmie e infarto), neurologiche (ictus) e persino della mortalità. L’OSAS, inoltre, frammenta il sonno e il riposo, provocando sonnolenza diurna e i temuti incidenti alla guida di autoveicoli – gli imprevedibili colpi di sonno al volante – e sul posto di lavoro».

In questo scenario, ha proseguito, «i pazienti attualmente diagnosticati sono da troppi anni, nella più ottimistica delle ipotesi, il 5 – 8 % del totale».

 

Il prof. Peverini ha concluso ribadendo che, «anche alla luce della Direttiva Europea del 1 luglio 2014 che dispone e consente di prevedere, dal gennaio 2016, una maggiore estensione di accertamenti in pazienti con OSAS, la Fondazione per la Ricerca e la Cura dei Disturbi del Sonno Onlus ritiene che siano da incoraggiare in modo più concreto: formazione, stages ed apertura di Centri del Sonno completamente dedicati a queste patologie, veri istituti multidisciplinari e non solo ambulatori con responsabili già oberati da altri rilevanti carichi di lavoro».

 

 

 

 

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