DIAGNOSI DEI DISTURBI DEL SONNO

Implicazioni cliniche e sociali della Sindrome delle Apnee Notturne

SONNO ED INCIDENTI ALLA GUIDA O SUL LAVORO

L'importanza di trattare i pazienti affetti da Sindrome delle Apnee Notturne deriva dall'osservazione clinica effettuata negli ultimi 30 anni circa la stretta relazione tra questa Sindrome e le principali complicanze, siano esse di tipo cardiovascolare che Neurologico. Le modalità di trattamento sono chiarite nello specifico Capitolo.

Alcune considerazioni, invece, devono essere analizzate circa la rilevanza Sociale (costi Sociali di una patologia) del disturbo, ad oggi ampiamente sottostimato. Una delle prime ragioni per cui la Sindrome delle Apnee Notturne è stata studiata negli Stati Uniti, oltre alla rilevanza clinica, è stata la rilevanza dei costi legati agli incidenti d'auto riconducibili ai colpi di Sonno, strettamente legati alla sonnolenza diurna, esito inevitabile della riduzione del sonno REM di cui soffrono i pazienti affetti da questa condizione.

La US National Highway Traffic Safety Administration stima come ogni anno, circa 100.000 incidenti d'auto siano il risultato diretto della sonnolenza del conducente. Molti ricercatori ritengono che queste stime siano eccessivamente prudenti (AKERSTEDT, CONSENSUS STATEMENT: FATIGUE AND ACCIDENTS IN TRANSPORT OPERATIONS. J SLEEP RES 2000), in parte a causa della mancanza di consapevolezza da parte di molti investigatori della sonnolenza o della stanchezza come causa di molti incidenti, in secondo luogo per la semplice mancanza di un affidabile test nel campo delle misure della sonnolenza (al contrario di quanto avviene con il breathalyzer per valutare i livelli di alcool), che potrebbero fornire una importante prova a favore della causalità del sonno in questi eventi.

Le principali cause di stanchezza diurna e quindi i fattori di rischio per la sonnolenza alla guida sono ovviamente molteplici: l'ora del giorno (ad esempio, di notte o di mattina presto), una lunga durata della veglia, il sonno insufficiente, prolungate ore di lavoro (non necessariamente la gestione di un veicolo a motore), e disturbi legati a sonnolenza eccessiva (ad esempio, Sindrome delle Apnee Notturne).

Il fenomeno della sonnolenza al volante è in forte espansione, anche a causa delle esigenze lavorative e sociali. Il fenomeno è diffuso e si tende a lavorare e quindi a disporre delle ore di svago indipendentemente dal giorno e dalla notte. Inoltre, molti, se non tutti questi fattori fanno parte della vita quotidiana per molti conducenti di veicoli commerciali e privati, quindi non appare sorprendente come questi individui possano presentare un aumentato rischio di sonnolenza alla guida. Sono quindi molte le persone che dormono poco, male e in orari sbagliati; questi soggetti manifestano alterazioni del naturale ciclo sonno-veglia, con la conseguenza che in qualsiasi ora del giorno o della notte si mettano alla guida (ma soprattutto tra le 23 e le 6 e tra le 14 e le 16, ore di massima propensione al sonno) sono esposti all' insorgenza della sonnolenza.

Secondo uno studio della Italian Sleep Foundation, il problema della sonnolenza riguarda soprattutto il 26% dei lavoratori Europei che fanno turni a rotazione. Riguarda inoltre i giovani che nel fine settimana guidano incoscientemente fra una discoteca e l'altra.

Per i turnisti, infine, sarebbe opportuno modificare l'organizzazione del lavoro, eliminando i turni a rapida rotazione e a direzione antioraria, da cui deriva un accumulo di debito di sonno, inserendo l' abitudine di un sonnellino di recupero a ridosso del turno notturno.

Infine, occorre che aumenti la soglia d'attenzione dei medici sulla diagnosi, la prevenzione e la cura delle malattie e dei disturbi del sonno. La pur semplice "sonnolenza", un sintomo che sarebbe facilmente identificabile con poche e mirate domande nel corso di un'anamnesi, rimane a tutt'oggi scarsamente definita e studiata quale causa e/o concausa di sinistri stradali in tema di sicurezza e prevenzione nell'ambiente di lavoro.

La sonnolenza

La sonnolenza è una condizione strettamente connessa alla riduzione del livello di vigilanza, in altre parole l'aspetto opposto della funzione di controllo, caratterizzata quindi da sensazioni e da fenomeni comportamentali ben collaudati: tendenza all' addormentamento, difficoltà a mantenere un'adeguata attenzione, facile distraibilità, rallentamento dei processi decisionali, scarsa reattività agli stimoli ambientali, in generale un peggioramento delle performances intellettuali e motorie.

Il livello sonnolenza è regolato da fattori omeostatici (quanto e come si è dormito) e da fattori circadiani, regolati da un orologio biologico interno che, con l'alternanza luce-buio, sincronizza tutta una serie di funzioni (il ciclo sonno-veglia, le variazioni ritmiche della temperatura corporea e di alcuni ormoni).

La tendenza ad addormentarsi, in condizioni normali, nel corso delle 24 ore, presenta delle oscillazioni caratterizzate da periodi di massima sonnolenza ("porta del sonno principale" intorno alle ore 23:00 e "porta del sonno secondaria" intorno alle ore 14:00) e periodi d'elevata vigilanza (cosiddette "zone proibite al sonno" ore 11:00 ed ore 19:00).

Il livello di sonnolenza viene anche influenzato da altri fattori quali l'abbondanza o la povertà di stimoli durante l'attività svolta nonché l'affaticamento conseguente al lavoro.

L'automobilista che si trovi in stato di sonnolenza non corre solo il rischio di un "colpo di sonno", ma si espone a tutta una serie di pericoli per distrazione, scarsa reattività, errata valutazione dei rischi. In un recente studio, presentato al Convegno "L'insicurezza stradale celata: aspetti e fenomeni psicologici che riguardano la guida su strada" organizzato dall' Osservatorio Stradale di Reggio Emilia, costituito da Sicurstrada, Asaps, Anvu, Emergenza Sanitaria, è stato mostrato che almeno il 22% di tutti gli incidenti stradali occorsi sulla rete autostradale italiana nel periodo 1993-97, è in qualche modo correlato alla sonnolenza; di questi il 12% è mortale, mentre per gli incidenti dovuti a tutte le altre cause non attribuibili a sonnolenza , la percentuale di mortalità scende al 6%. Una importante ricerca in tal senso è stata presentata dal dott. Sergio Garbarino (Medico Sanitario presso Il Centro di Neurologia Psicologia Medica - Servizio Sanitario della Polizia di Stato - Ministero dell'interno). Ciò che emerge da una vasta osservazione è come la sonnolenza non venga percepita dal soggetto al volante; il conducente non è in grado di valutare elementi come la difficoltà di concentrazione, la distrazione - disattenzione e la perdita di iniziativa che frequentemente precedono la sonnolenza o il colpo di sonno. Le condizioni di guida monotone e ripetitive, possono favorire l'insorgenza di questa "sonnolenza latente" con prevedibili drammatiche conseguenze.

Pertanto sul guidatore gravano due rischi: il ben conosciuto "colpo di sonno" e la più insidiosa e sottovalutata sonnolenza che si manifesta con assopimento al volante, disattenzione, ridotta capacità di reazione ed errata valutazione del rischio.

Non si deve poi ridurre questo fenomeno alla sola sonnolenza legata alla guida di autoveicoli, ma tradurre il tutto al più ampio campo dell'uso di macchinari nel mondo del lavoro. E' facilmente immaginabile il ruolo della disattenzione dovuta al sonno nei manovratori di gru, nei responsabili di centrali nucleari o negli addetti alla guida di imbarcazioni, autobus, treni.