IL SONNO ED I SUOI DISTURBI

Il Sonno: fisiologia

Anche se il Sonno costituisce circa il 25% della nostra vita, non è facile dare una definizione assoluta del fenomeno.
Possiamo spiegarne alcune funzioni, dividerlo in fasi, interpretarne la macrostruttura e definirne la microstruttura, raccontare poesie, scrivere romanzi, citare aneddoti, ma ancora molto resta da chiarire sul Sonno e sui meccanismi che ne regolano l'andamento.

Spesso, infatti, siamo solo spettatori che registrano l'andamento spontaneo delle varie fasi; abbiamo imparato a leggerne alcune manifestazioni elettriche e siamo in grado di correlare determinati fenomeni a specifiche fasi, ma continuiamo a stupirci di quanto accade mentre dormiamo, sia a livello puramente elettrico studiando l'Elettroencefalogramma che a livello comportamentale. Basti pensare ai sogni.

Non v'è dubbio che il Sonno sia passato da interesse di pochi Neurofisiologi a materia di studio per diversi specialisti, a causa delle relazioni tra i suoi disturbi ed alcune importanti patologie.

IL SONNO FISIOLOGICO


Pieron lo definisce come "uno stato fisiologico periodicamente necessario, con una ciclicità governata da pace-maker circadiani che organizzano il ciclo sonno-veglia in modo relativamente indipendente dalle condizioni esterne e caratterizzato da un'interruzione dei rapporti sensoriali e motori che collegano il soggetto con il suo ambiente".
Il sonno appare quindi come un distacco reversibile e periodico dallo stato di coscienza o di percezione dell'ambiente circostante.
E' una condizione comune a tutti gli esseri appartenenti al regno animale ed in misura diversa anche a quello vegetale, così da immaginare una sua necessità biologica. E' quindi una funzione indispensabile alla vita. Nell'uomo adulto il sonno fisiologico ha una sua architettura ben definita; essa e' costituita da 4 cicli per notte (fino a poco tempo fa se ne consideravano 5), i quali si suddividono in due più grandi fasi che si alternano REM e non REM.

La Macrostruttura del Sonno La regolazione del sonno dipende da tre ordini di fattori:
1)un processo circadiano, legato al ritmo giorno/notte, che si ripete quindi ogni 24 ore (25 nell'uomo), controllato dall'orologio biologico interno; è un meccanismo ciclo sonno-veglia che non dipende dalle abitudini!

2)un processo omeostatico, capace di autoregolarsi e pertanto di mantenere in equilibrio stabile le caratteristiche del meccanismo sonno/veglia, determinato dalla durata della veglia precedente; talora è anche definito: propensione al sonno per stanchezza.

3)un processo ultradiano (che compare più volte nell'arco delle 24 ore) che regola l'alternanza del sonno Non REM (NREM) e REM. Il sonno REM inizia quando si raggiunge una soglia efficace di slow wave activity (cosiddetta SWA).

La quantità di sonno e la distribuzione relativa delle fasi di sonno NREM e di sonno REM si modifica nel corso della vita. La massima quantità di sonno si osserva nel neonato. Con il passare degli anni si riduce soprattutto la quantità del sonno REM.
Grafico

L'elettroencefalogramma (EEG) è da lungo tempo lo strumento di elezione per studiare il sonno.
L'attività dei neuroni della corteccia cerebrale genera dei campi elettrici abbastanza intensi da essere registrabili attraverso la superficie del cranio mediante elettrodi applicati sul cuoio capelluto.
I piccoli segnali che si registrano vengono amplificati e filtrati per produrre le registrazioni EEG. Su queste basi si è diviso il sonno in Fasi o Stadi:

Stadio W (veglia tranquilla)
La coscienza si conserva anche se con gli occhi chiusi; tono muscolare da medio ad elevato; saltuari lenti movimenti degli occhi.

Stadio 1 del Sonno NREM
Stadio di "sospensione" (floating) con alternarsi tra coscienza (più o meno offuscata) e perdita di coscienza; tono muscolare da medio ad elevato. singoli movimenti lenti degli occhi.

Stadio 2 NREM
Sonno vero e proprio con completa perdita di coscienza; tono muscolare medio-alto; di solito assenza di movimento degli occhi.

Stadio 3 NREM
"Sonno profondo" incipiente; tono muscolare medio-alto; movimenti oculari inattivi

Stadio 4 NREM
"Sonno profondo"; tono muscolare per lo più medio-alto, occasionalmente basso; nessun movimento degli occhi.

Gli stadi 1-4 nel loro insieme vengono indicati come Sonno non-REM (NREM). Gli stadi 3 e 4 insieme costituiscono lo slow-wave-sleep (SWS).

Separata da questi abbiamo poi ancora la fase REM; di solito il tono muscolare è del tutto scomparso ma si assiste al curioso fenomeno dei rapidi movimenti degli occhi, orizzontali o verticali, coniugati (entrambi gli occhi si muovono sincronicamente e concordemente); questo Stadio è stato così definito come Rapid Eye Movements: REM's, da cui Sonno REM o fase REM).

I principali disturbi del sonno

Al giorno d'oggi, non è immaginabile una corretta valutazione di un disturbo del sonno notturno, senza prendere in considerazione la correlazione con i livelli di vigilanza diurna. Infatti, esistono disturbi da scarsa efficacia o mancanza di sonno notturno (ad esempio le insonnie) con conseguente sonnolenza diurna ed in maniera speculare disturbi da eccessiva necessità di sonno che si manifestano prevalentemente durante il giorno, definite sindromi ipersonniche (ad esempio la narcolessia).