Prof. Francesco Peverini per Hästens

La salute è la somma di tante buone abitudini, tra le quali la scelta di cibi nutrienti e sani e una sufficiente quota di tempo spesa nell’esercizio fisico. Ma se non si hanno almeno sette – otto ore di sonno ogni notte, si può compromettere ogni sforzo compiuto in tale direzione.
Non tutti avvertono l’importanza del sonno nella nostra esistenza. Il riposo dalle fatiche quotidiane, viene ritenuto come implicito, semplicemente connesso all’atto di coricarsi e addormentarsi; in altre parole, dovuto.
Si tratta, invece, di una delle poche attività che da sempre proteggiamo con molta cura, dall’infanzia alla vecchiaia, al pari del mangiare o del bere.
Numeri rilevanti ci raccontano purtroppo di come una larga fetta della popolazione Italiana soffra di un disturbo del sonno, in primo luogo una forma di insonnia: il 20% degli adulti, infatti, ha assunto almeno una volta un farmaco per dormire meglio; il 10% di loro lo fa cronicamente (per più di sei mesi).
Ma anche i giovani presentano problemi relativi al sonno ed in misura quasi doppia rispetto a dieci anni or sono.
Spesso il disturbo del sonno è una vera condizione patologica, indipendente da altre situazioni; ma almeno nella metà dei casi il disturbo è il sintomo di un’altra patologia: ansia, depressione, alterazioni ormonali, cardiopatie, patologie respiratorie, malattie oncologiche.
Vi è poi da considerare la somma dei nuovi stili di vita, che anche in assenza di reali necessità, porta le persone a vivere giorno e notte senza differenze, quello che ormai viene definito un mondo 24/7 (attivi e “online” 24 su 24 e sette giorni su sette). Ne deriva un comportamento profondamente errato, con abitudini che portano a dormire costantemente meno del necessario, l’utilizzo smodato delle tecnologie, lavorare e studiare anche la notte; infine l’uso di sostanze specifiche che nel migliore dei casi si limitano ad alcol e alcuni farmaci.
Infine, una forte sensazione di stanchezza al mattino (che ci fa comprendere l’esistenza di una alterazione del sonno e del riposo), può essere anche il sintomo di un’altra patologia come le subdole apnee notturne, veri e propri momenti di soffocamento nel sonno, in grado di causare pesanti ripercussioni sulla salute delle persone colpite; circa due milioni di individui in Italia soffrono di questa importante patologia.
Come si manifestano i disturbi del sonno?
Le lamentele più comuni riguardano il dormire poche ore, difficoltà ad addormentarsi, risvegli precoci o la sensazione di eccessiva sonnolenza diurna e l’interruzione indesiderata e ripetuta del sonno.
O ancora circostanze difficilmente spiegabili come per esempio il sonnambulismo, il sonniloquio (parlare nel sonno), il movimento eccessivo nel letto, spesso in stato di incoscienza, che può spaventare familiari o partner.
Non si tratta di problemi banali per i quali è sufficiente il consiglio di un amico.
Se si hanno disturbi durante il sonno (con conseguenze durante la veglia) si possono alterare equilibri importanti nella vita lavorativa, nei rapporti sociali e familiari, nel proprio assetto psicologico e si arriva anche a compromettere il matrimonio. E nel tempo si riducono le difese immunitarie e si altera il metabolismo.
La maggior parte di noi ha sicuramente provato il disagio dovuto a brevi periodi di insonnia: quasi tutti hanno chiaro in mente come ci si sente a guardare il soffitto per ore e a desiderare che giunga il sonno.
Talvolta questo accade in viaggio e il jet lag è una esperienza ormai comune. Altre volte siamo preda dell’ansia e delle varie circostanze della vita.
Ma come possiamo distinguere un normale e transitorio problema del sonno da una forma più grave di insonnia che richiede una visita e forse un trattamento medico?
I soggetti con insonnia presentano generalmente problemi a addormentarsi, difficoltà a mantenere il sonno, risveglio anticipato la mattina. Lamentano un sonno non ristoratore, affaticamento e talvolta deterioramento cognitivo (per esempio difficoltà di concentrazione o perdita di memoria). Altri sintomi da non trascurare sono l’irritabilità, l’impulsività e l’aggressività inconsueta. E poi le difficoltà al lavoro o a scuola con scarso rendimento, l’alterazione dei rapporti interpersonali e i conflitti esagerati.
Un paziente che soffre di insonnia deve valutare in che misura il disturbo sia in grado di modificare la sua vita. Se è sopraffatto dalla sensazione di stanchezza, ha una bassa produttività al lavoro e non riesce a divertirsi con amici e familiari o non segue più un hobby, significa probabilmente che potrebbe trarre beneficio da una visita medica. Specialmente se ha già tentato di curare il disturbo da solo e con scarso successo.
Se il sintomo è presente da più di 8 – 10 settimane, il disturbo del sonno può essere considerato cronico ed è meglio parlarne con un medico.

I disturbi del sonno possono provocare tra l’altro la separazione fisica delle coppie e spesso si finisce per varie ragioni a dormire in letti separati.
Il 25 per cento circa delle coppie, infatti, dorme in letti separati. Tra loro, circa la metà cerca di recuperare il sonno addirittura in stanze separate.
Ma perché?
Un quarto delle persone afferma di ottenere un sonno più riposante se dorme da sola, rispetto alle notti in cui condivide il letto con il partner. Questa situazione si riscontra più frequentemente nelle donne; è effettivamente molto più probabile che un russatore sia uomo e di conseguenza è spesso la donna che, a causa del rumore notturno, arriva a cambiare letto o a dormire in una stanza diversa.
Mentre tutto questo sonno senza avere accanto il partner può indurre a ritenere che ciò sia un male per una relazione, è vero anche il contrario.
Se il partner impedisce di dormire a causa dei suoi continui movimenti nel letto o russa rumorosamente, è probabile che al mattino ci si senta irritabili e si provi risentimento verso di lui (o lei). Per tali ragioni potrebbe essere compromessa anche l’intimità sessuale, se poi quello che veramente si sogna è solo un buon sonno.
I russatori conoscono bene questa storia. E se ne dolgono; ma esitano troppo a prendere provvedimenti per se stessi e per la coppia.
Tra di loro, si arriva a percentuali di allontanamento dalla stanza ed anche di separazione o divorzio in un numero di casi che rendono il russamento la prima causa medica per il fallimento del matrimonio (un altra è ad esempio l’obesità). In assoluto il russamento è la terza causa di separazione dopo l’infedeltà e i problemi finanziari.

Come curare un disturbo del sonno ?

Prima di giungere a un trattamento farmacologico, che molto spesso è il paziente stesso a non desiderare, è corretto e giusto dedicare un tempo adeguato al concetto che il letto non è solo il luogo ove le varie terapie dei disturbi del sonno troveranno la loro realizzazione, ma è esso stesso una parte rilevante del trattamento.
La stanza in cui si dorme dovrebbe essere silenziosa, abbastanza grande, pulita, tranquilla, buia, profumata secondo il nostro piacere, arredata e tinteggiata appropriatamente. Tutti questi elementi facilitano il sonno e, se applicati, potrebbero funzionare indistintamente per ognuno di noi.
La maggior parte delle persone, tuttavia, vive in città e in condomini con appartamenti affastellati l’uno sull’altro, vicini a volte rumorosi, locali invasi dalla tecnologia, camere minuscole, letti bassi e stretti che fanno anche da contenitori per biancheria e talora diventano luogo di lavoro; a volte, poi, si ama mangiare a letto.
Se abbiamo un disturbo del sonno, qualche cambiamento lo si deve accettare, ma sempre ricordando di progettare azioni sostenibili, sia dal punto di vista economico sia sotto il profilo delle nostre preferenze. Inoltre non va dimenticato che alcune persone dormono serenamente ed efficacemente anche in situazioni per altri inverosimili.
La posizione clinostatica (sdraiati) è quella che attua il maggiore piano di contatto con il supporto su cui abbiamo deciso di dormire e può rilassare i muscoli nel modo migliore.
Non dimentichiamo, infatti, che non solo è impossibile dormire in posizione verticale – cadremmo non appena i muscoli iniziassero a rilassarsi – ma neppure seduti riusciremmo a riposare se non per uno o due cicli di sonno.
Per quanto riguarda la posizione che assumiamo durante il sonno, dovremmo sempre immaginare la pressione del corpo sul materasso: maggiore sarà il piano di contatto tra il corpo e il materasso, minore sarà la contropressione per centimetro quadrato di superficie cutanea.
Dopo aver passato del tempo nel letto in una specifica posizione, sarà automatico modificare con una variazione della postura la pressione esercitata sul materasso, che dipenderà dal peso corporeo, dalle dimensioni del piano di contatto e dalla rigidità del materasso stesso.
Finché si è in perfetta salute, non si avranno problemi a trovare un piano di contatto più ampio con il materasso e non ci si sveglierà con facilità. Diversa è la condizione nelle alterazioni dello stato di salute, compresa l’insonnia.
Se il corpo registra infatti, troppa contropressione durante il sonno, cambia posizione (insomma, si gira) per evitare fastidi da pressione, e questo richiede uno sforzo muscolare. Se ciò avviene nel sonno profondo e durante la fase REM, questi movimenti frammentano gli stadi del riposo e determinano la successiva necessità di recuperare il precedente rilassamento muscolare, danneggiando la qualità del sonno stesso.
Spesso è indispensabile favorire la correzione della propria posizione corporea durante il sonno, poiché esami clinici e strumentali (come per esempio la polisonnografia) possono indicare con chiarezza come buona parte dei disturbi organici notturni si manifesti prevalentemente in una specifica posizione, quasi sempre quella supina.
In questi casi, può essere consigliata l’assunzione di una posizione laterale. Anche in questa direzione, la tecnologia ha compiuto importanti progressi, riuscendo a personalizzare le soluzioni dei supporti più importanti.
Di non minore importanza appare la loro scelta.
Dovranno evitare di contenere prodotti chimici come cloro, ammoniaca, formaldeide, cera di silicone, metalli pesanti, tutti elementi che potrebbero determinare allergie ed essere fonti di problemi respiratori.
Si deve, inoltre, ricordare che la maggior parte delle persone dorme con un partner: tutte le scelte su letto, cuscini, materassi, luce, finestre, dovranno essere condivise.

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