E’ facile immaginare quali sono i disturbi del sonno: insonnia – chi non ne ha mai sofferto almeno una volta! – russamento – chi non ha mai condiviso una stanza con un russatore! – apnee notturne, incubi. Questi sono i primi che vengono in mente. Ma non sono i soli e ve ne sono alcuni che è persino difficile descrivere e identificare come una patologia. E’ il caso della Sindrome delle Gambe senza Riposo, o RLS dall’inglese Restless Legs Syndrome.

Come possiamo leggere su È facile dormire se sai come farlo:

La sindrome delle gambe senza riposo è un disturbo del sonno determinato da un impulso, spesso irresistibile e intenso, a muovere le gambe; talvolta è associato al altre sensazioni come formicolio, crampi, vero dolore.
In genere si manifesta a letto, ma talvolta può capitare anche alla guida o quando si è seduti per lungo tempo (in aereo, a teatro).
Quando sopraggiunge la sera, rende difficile addormentarsi.
Spesso, le persone con RLS hanno voglia di camminare e contrarre le gambe per alleviare la sensazione di disagio.

Questo disturbo, che è in grado di determinare insonnia, può presentarsi da solo o insieme ad altri disturbi del sonno come le apnee notturne.

La RLS è particolarmente difficile da individuare. Leggiamo ancora sulla Sindrome delle Gambe senza Riposo:

i sintomi predominanti sono il formicolio o il dolore anche crampiforme agli arti. Data la natura difficilmente descrivibile della patologia da parte di un paziente che manifesta sintomi comuni con altre condizioni, si sottolinea l’importanza di escludere altre patologie, ad esempio l’artrite e la fibromialgia.

Fortunatamente, è diagnosticabile durante una polisonnografia attraverso dei sensori dedicati al movimento degli arti inferiori.

La Sindrome delle Gambe Senza Riposo può colpire chiunque, ma si riscontra spesso in donne anziane. Negli adolescenti affetti da questa patologia, i dolori vengono spesso scambiati per dolori dovuti alla crescita o a stanchezza per eccesso di attività fisica.

Poiché i sintomi della RLS sono spesso difficili da descrivere e, almeno inizialmente, possono presentarsi anche solo una o due volte al mese, molte persone non pensano di parlarne con il proprio medico.

E invece, è importante prestare attenzione a questa causa di disagio e metterla in relazione con una difficoltà a dormire un sonno riposante durante la notte. Un medico competente affiancherà l’anamnesi e la valutazione della presenza o meno di condizioni che facilitano l’insorgere della sindrome con un esame strumentale come la polisonnografia per stabilire se effettivamente ci si trova davanti a questo disturbo.

La cura è possibile. A seconda della gravità, dell’età del paziente e di altre condizioni collegate alla patologia, si possono impiegare vari medicinali, evitare bevande contenenti caffeina, alcol e prodotti del tabacco e dedicarsi ad attività fisica.

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